Celenza, scontri verbali in aula
Aquilano: Diserteremo le sedute
CELENZA SUL TRIGNO - L’aula del Consiglio comunale trasformata in una curva da stadio. E’ quanto sostiene il leader dell’opposizione Giampiero Aquilano. In una nota siglata dal consigliere di minoranza si legge: «Dopo le dimissioni del capogruppo della maggioranza Walter Di Laudo, per la terza volta in pochi mesi a Celenza sul Trigno il Consiglio comunale va deserto per mancanza del numero legale. Ultimamente l’assise si è trasformata in un teatrino dove da una parte i consiglieri cercano di portare avanti i lavori sull’ordine del giorno e dall’altra c’è un pubblico da stadio che interviene in modo sempre più frequente nella discussione, con buona pace di tutti». Pare quindi che il pubblico che assiste ai consigli sia rumoroso, che addirittura intervenga nel dibattito. E l’opposizione condanna duramente questa deriva, ipotizzando addirittura di disertare le prossime sedute. «Con la presente - continua Giampiero Aquilano -denuncio pubblicamente il serio pericolo che la situazione possa sfuggire di mano e sfociare in atti di violenza.
fino a qundo la situazione nel paese non sarà placata, altrimenti noi della opposizione valuteremo se sia ancora il caso di partecipare a questa sceneggiata». ris
A Celenza il Consiglio comunale va deserto per la terza volta
Celenza s/T - Consiglio Comunale del 18 giugno 2009, siamo al V punto all’ordine del giorno “Terre civiche concesse in affitto. Atto di indirizzo”. Tre consiglieri della maggioranza “interessati” si allontanano dalla sala. Fatto il rapido calcolo – non ci voleva molto! - la minoranza abbandona. Non c’è più il numero legale: seduta deserta. Tutto normale? Celenza vive un momento particolare e i consigli comunali sono molto seguiti; soprattutto non mancano i genitori dei giovani amministratori. Il capogruppo dell’opposizione PD Giampiero Aquilano definisce una sceneggiata o teatrino questo consiglio comunale nel corso del quale sono intervenuti anche dal pubblico a disturbare il dibattito o ad applaudire ironicamente la minoranza che ha mandato deserta la seduta. Clima surriscaldato ed accuse alla minoranza di creare difficoltà e di non contribuire alla soluzione di problemi. “Chi semina spini – dice il gruppo di opposizione – si procuri le scarpe di ferro!” . La minoranza è stata finora vista e trattata come nemica. Solo dopo due anni e sentenze della “Commissione diritti di accesso “ del Ministero degli Interni il sindaco ha cominciato a capire che anche il consigliere di minoranza ha diritto a visionare documenti ed estrarre copie. Perché modificare il regolamento sull’affitto dei terreni comunali approvato pochi anni fa? Ci sono interessi? La minoranza non ci sta.
Rodrigo Cieri
























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